Giulianova vanta, nel corso della sua lunga esistenza, una folta presenza di personaggi illustri. A Castel S. Flaviano, il ricco e importante centro medievale erede della città romana e progenitore di quella attuale, nacquero Taddeo di San Flaviano, esperto di diritto e ufficiale nella corte imperiale di Federico II, e Berardo di San Flaviano, giureconsulto di grande fama, nominato giudice nel 1340 da Roberto d’Angiò quindi consigliere della regina Giovanna. Egualmente celebre fu Teodoro di Giulianova, Lettore di filosofia presso l’Università di Bologna nel biennio 1590-1591. Sempre nella città felsinea fu Uditore Giandomenico Rainaldi (1628-1713), che precedentemente a Fermo, nel 1659, era stato luogotenente in criminalibus. Trasferitosi quindi a Roma, dove esercitò la professione forense, Rainaldi, che pure fu dotto economista e canonico di S. Pietro, pubblicò alcune opere giuridiche divenute famose, come le Annotazioni ai bandi criminali.
Giulianova fu anche la città in cui nacquero molti esponenti della nobilissima famiglia Acquaviva d’Aragona, destinati a prestigiose carriere militari ed ecclesiastiche o a ricoprire ruoli assai importanti nella cultura italiana. Giosia III (1631-1679) fu valorosissimo capitano capace di coniugare al mestiere delle armi la cura delle belle lettere. Allievo del celebre Domenico Aulisio, amico e protettore di Domenico de Rubeis, fu autore di versi molto apprezzati sia in greco che in latino. Giovan Girolamo II (1663-1709), figlio primogenito di Giosia III, arcade ed eclettico studioso di geografia, matematica e storia, ricordato dal Crescimbeni come uno dei più interessanti rimatori del tempo, fu nel 1701 Tenente Generale d’Abruzzo e, nell’anno successivo, venne insignito del Toson d’Oro e del riconoscimento di Grande di Spagna di prima classe. Il fratello Michele Tommaso (1676-1720) fu Cavaliere e Commendatore dell’Ordine d’Alcantara, oltre che capitano delle guardie del corpo del re di Spagna Filippo V. Arcade e importante giusnaturalista, ma anche poeta dalla solidissima cultura in corrispondenza col Metastasio e melodrammista di fama fu Stefano Ferrante, nato a Giulianova il 2 settembre 1722 e morto nel 1790. Qualche anno dopo, il 30 ottobre 1794, si spegneva ad Assisi, nel cui Sacro convento era stato aggregato un trentennio prima, il minore conventuale Giambattista Leoni, frate giuliese di grande reputazione, vissuto in concetto di santità. Ad Orazio Delfico (1769-1842), scienziato e geografo, si riconosce il merito di aver formulato la prima ipotesi sulla tettonica e sulla stratigrafia del Gran Sasso, oltre ad aver introdotto il genere della commedia nella letteratura abruzzese. Importanti furono anche il medico Eusebio Caravelli (1781-1845), tra i primi a diffondere l’omeopatia in Abruzzo, Angelo Antonio Cosmo de’ Bartolomei (1788-1862) e Livio De Dominicis (1793-1856), entrambi storici ed archeologi.
P. Francesco Sebastiani, frate minore conventuale nato a Giulianova il 1 dicembre 1811 e morto nel convento di Collemaggio a L’Aquila nel 1880, fu maestro in sacra teologia, mentre i pittori Flaviano Bucci (1817-1906) ed Egidio De Maulo (1840-1904), ambedue formatisi a Napoli, furono l’uno considerato tra i migliori coloristi partenopei del tempo e l’altro, discepolo del Carelli, apprezzato per i paesaggi e per le nature morte. Raffaele Castorani (1819-1887), oculista famosissimo sia in Italia che in Francia, inventore del cheratotomo e del “fissatore Castorani”, titolare della cattedra di patologia oculare e direttore della clinica oftalmica dell’Università di Napoli, introdusse tecniche operatorie seguite nelle cliniche di tutta Europa.
Il letterato e criminalista Michele Cavarocchi (1838-1881), sindaco di Giulianova nel 1846, diresse in Toscana, dove andò esule dopo il 1849, la “Rivista di Livorno” e “L’Imparziale” di Firenze. Pubblicò inoltre una memoria sulla pittura in Italia ritenuta dai contemporanei molto accurata. Giuseppe Braga (1839-1878), formatosi come musicista nel conservatorio di S. Pietro a Majella a Napoli, a differenza del fratello Gaetano non pervenne a grande fama pur tenendo concerti a Londra, Parigi, Vienna e Pietroburgo. Attivo in ambito scientifico fu pure Ignazio Cerio (1840-1921), archeologo e paleontologo amico del Pigorini ma più ancora naturalista. Psichiatra di grido fu Raffaele Roscioli (1861-1916), autore di opere scientifiche che gli valsero, tra gli altri, la stima del Lombroso e di Serafino Biffi, oltre ad una notorietà internazionale. Diresse il manicomio di Nocera Inferiore, il “Fleurent” di Napoli e quello di Teramo.
Studioso di vaglia e autore prolifico di importanti opere sull’arte e la storia non solo regionali fu Vincenzo Bindi (1852-1928), appassionato raccoglitore di autografi, rarità bibliografiche e opere d’arte donati alla pinacoteca-biblioteca che porta il suo nome. Il filosofo cattolico Gaetano Capone-Braga (1889-1956), allievo del De Sarlo, pugnace oppositore tanto dell’attualismo quanto dell’idealismo, fu professore di storia della filosofia nell’Università di Padova dall’amplissima e importante produzione. Suo coetaneo fu Giuseppe Cavalli (1889-1945), che studiò presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e in seguito sotto la direzione di Pietro Gaudenzi. Fu particolarmente ammirato per la maestria con cui usò la tecnica dei pastelli nei ritratti. Analogo apprezzamento riscosse in Francia, soprattutto nell’ambiente parigino, Vincenzo Cermignani (1902-1971), pittore formatosi sotto la guida di Ulderico Ulizio e Clodomiro Iezzi, le cui opere si conservano nella casa-museo di Giulianova.